Pagina "Chi siamo": cosa scrivere per presentare la tua azienda su un sito web.

Esempi da seguire ed errori da evitare

Faccio siti web da oltre 20 anni, e dopo tutto questo tempo mi sono reso conto che uno degli ostacoli principali, quando si parla con le piccole aziende, è trovare il modo di scrivere una pagina “chi siamo” efficace e interessante.

Basta farsi un giro tra i diversi siti web aziendali per capire quale sia il problema con le pagine di presentazione: sono noiose, dicono quasi sempre le stesse cose, e non fanno altro che riproporre gli stessi luoghi comuni. Insomma, là fuori pare sia pieno di “aziende giovani e dinamiche” che però magicamente perdono tutto il loro dinamismo quando si tratta di mettere nero su bianco una presentazione che non faccia addormentare.

La pagina di presentazione del tuo sito web deve parlare di te, della tua attività, e deve farlo in modo da distinguerti dagli altri competitor. Scrivere un chi siamo sul tuo sito non è facile (ed è per questo che quando lavoro a un sito per un cliente mi occupo di fornire anche un servizio di copywriting), ma ci sono alcuni elementi da cui possiamo partire per strutturare una presentazione completa ed efficace.

Racconta la tua storia.

Spesso le pagine “chi siamo” partono raccontando la storia dell’azienda. O meglio, si limitano a snocciolare una serie di date, a partire dalla fondazione del marchio, passando dai vari cambi di organigramma, acquisizioni, in un modo talmente noioso che farebbe addormentare anche un furetto con sei caffé in corpo.

Vuoi davvero raccontare la tua storia? Allora devi fare molto di più. Devi trovare il modo di creare una piccola narrazione, anziché limitarti a citare fatti e date. Ecco uno splendido esempio tratto dal sito thesill.com, che si occupa della vendita di piante da appartamento:

Ho fondato The Sill nel 2012 all’età di 26 anni in uno spazio d’ufficio in prestito, in un piccolo appartamento senza ascensore nel quartiere Chinatown di New York City. Idea germogliata da un seme piantato anni prima (non resisto ai giochi di parole sulle piante!), quando mi trovai nel mio primo appartamento da adulto. “Triste”, ecco come lo definiresti. “Nostalgica”, ecco come mi sentivo io. Mia madre, un’immigrata che è rimasta in contatto con le sue radici filippine attraverso il giardinaggio, mi consigliò di prendere alcune piante da interno. Non avrei mai immaginato che attingere all’amore generazionale della mia famiglia per le piante sarebbe cresciuto fino a diventare la piccola ma potente azienda che è The Sill.

Questo esempio è perfetto perché crea empatia, fa capire al lettore che dietro quell’azienda c’è il sogno di una persona, la sua passione. E crea immediatamente un legame, mantenendo una certa leggerezza anche grazie al tone of voice piuttosto informale.

Cerca di evitare formule “standard” tipo “l’azienda [nomeazienda] nasce nel 1990 per volontà dei due soci fondatori…”… Ecco, questo è un pessimo inizio per un “chi siamo”.

Parti invece da qualcosa di più personale: se sei un professionista o un imprenditore, stai facendo un mestiere difficile. Hai superato un sacco di difficoltà per arrivare dove sei ora. Forse hai lasciato un lavoro che non ti piaceva per metterti in proprio, forse hai rilevato un’azienda sull’orlo del fallimento per farla diventare un punto di riferimento nel settore, o magari hai iniziato a lavorare nel tuo garage.
Insomma, sicuramente hai una storia… e allora raccontala! E se l’azienda di cui parli ha una storia molto antica, mettici foto d’epoca. Una foto in bianco e nero degli inizi del ‘900, con il tuo pro-pro zio con i baffoni alla Bismark vale molto più di mille parole.

Chi siamo: racconta cosa rende unica la tua attività.

No, non basta scrivere in quale settore operi e quali sono i tuoi prodotti e servizi. Così come non basta scrivere “operiamo nel settore … da più di 20 anni” perché – indovina un po’? Ci saranno altre centinaia di aziende che operano nel tuo stesso settore. Non è ciò che fai o il tuo settore a renderti unico, ma il modo in cui approcci e risolvi i problemi dei clienti.

È quindi fondamentale raccontare bene quello che nel marketing si chiama “Unique Selling Proposition”, in pratica ciò che rende unica la tua offerta.

Se dai un’occhiata al mio sito web, anche se non ho un “chi sono”, vedrai che non mi sono limitato a raccontare che “faccio siti web”, ma ho impostato tutta la homepage sui miei punti di forza, che vanno oltre il puro aspetto tecnico.

Ma non siamo qui per parlare di me! Ecco qualche altro esempio:

“Guidiamo le aziende verso il successo con il potere dei video”

(Vidyard)

“Rendiamo i cani felici come loro rendono felici noi, perché cani e umani sono fatti per stare insieme”

(barkBox)

“Siamo un team di lavoratori sparsi per il mondo. Ottimisti, colmi di gratitudine, e determinati a offrire un prodotto che i nostri clienti possano utilizzare a amare.”

(Buffer)

Queste formule, tra l’altro, sono anche perfette come introduzione al tuo “chi siamo”, decisamente più interessanti di un elenco di date e nomi.

Puoi anche dedicare una parte del “chi siamo” sul tuo sito web per spiegare come si svolgono le cose nella tua azienda, soprattutto ma se l’approccio che usi nei tuoi prodotti e servizi ha qualcosa di unico e porta valore aggiunto. Ad esempio, se la tua azienda impiega un metodo innovativo di riciclo che trasforma materiali di scarto in nuovi prodotti di design… probabilmente dovresti parlarne nel dettaglio!

La pagina “chi siamo” di Buffer: un approccio non convenzionale che parte dai valori di ottimismo e gratitudine.


Parla ai tuoi clienti, fai una promessa.

Se qualcuno è sul tuo sito, allora sta cercando informazioni per rispondere a un bisogno. Probabilmente ha già visitato altri siti di tuoi competitor (o se hai una buona SEO magari è partito dal tuo), e dalla pagina “chi siamo” si aspetta una risposta a una domanda fondamentale: posso fidarmi di te?

Per questo è sempre una buona idea mettersi nei panni del tuo potenziale cliente, mettere bene in chiaro in che modo i tuoi prodotti e servizi potranno aiutarlo, e fargli capire perché deve scegliere proprio te.

Insomma, parti dal risultato e dai bisogni dei tuoi clienti. Vuoi un esempio? Ecco un buon “chi siamo” preso da un’azienda di formazione:

“I nostri corsi vanno oltre la teoria, oltre le “skills” e le competenze tecniche. Sappiamo che troppo spesso i corsi di formazione non offrono agli studenti un adeguato sbocco professionale. Per questo nella nostra academy ogni percorso formativo è progettato per garantire un’esperienza lavorativa post-corso”

Questo esempio parte da un problema noto: il fatto che molti corsi di formazione non offrono sbocchi sul mondo del lavoro, e da subito fa capire al lettore che loro sono diversi, perché offrono un’esperienza lavorativa.

È una formula molto collaudata, che gli esperti di copywriting chiamano “PAS”, cioè “problem – agitate – solve, e funziona più o meno così:

P
PROBLEM
Identifica il problema del lettore e introduci l’argomento.
A
AGITATE
Enfatizza il problema, spiega come impatta sulla vita del lettore, crea empatia.
S
SOLVE
Offri la tua soluzione al problema.

Insomma, parafrasando un discorso storico di un certo presidente americano, “non chiederti cosa può fare il tuo cliente per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo cliente”.

Parla del tuo team, mettici la faccia!

…o meglio, LE facce! So per esperienza che mettere assieme una serie di fotografie del team di un’azienda è un’impresa non facile, ma posso assicurarti che è un’ottima soluzione per rendere più interessante il tuo “chi siamo”.

Pensaci: le persone interagiscono con altre persone. Se contatto un’azienda per acquistare un servizio, parlerò con una serie di persone. Queste persone hanno un volto, una storia, e mostrarle sul tuo sito web aziendale può accorciare le distanze tra te e i tuoi potenziali clienti, creando empatia e dando un volto alla tua attività.

Funziona benissimo per le piccole aziende: ad esempio, sul sito di questa azienda vitivinicola ci sono le foto di tutti i componenti della famiglia, con una breve bio che racconta la loro storia. Questo è un modo splendido per dare spessore al concetto di “tradizione di famiglia” di cui parlano molte aziende, senza però offrire testimonianze concrete.

"chi siamo" con cartoon
Non ti piace l’idea di mettere le foto del team? Puoi sempre lanciarti in soluzioni creative come ha fatto rkh.com!

Inoltre, mettere le foto del team aziendale sul sito aiuta a creare un maggior senso di fiducia. Immagina il sito di uno studio medico: ti fideresti di più nel vedere delle foto di apparecchiature all’avanguardia e sale di attesa con arredamenti di design, o il volto sorridente dei medici che ci lavorano?

Attenzione però: evita accuratamente di inserire immagini stock di persone che non fanno parte della tua azienda. Le immagini stock di impiegati sorridenti, strette di mano e riunioni in uffici perfetti sono controproducenti, perché creano distanza tra la tua azienda e i tuoi clienti, e invecchiano all’istante il tuo sito web.

Inserisci testimonianze e case studies.

È un sabato di giugno. Stai passeggiando in centro, e pensi che prendersi un gelato sia un’ottima idea. Trovi due gelaterie: davanti alla prima c’è una coda di 30 persone, e in quella a fianco invece ci sono solo tre persone in attesa. I pensieri che ti passano per la testa sono due: il primo è che devono essere matti per mettersi in coda sotto il sole per un gelato. Il secondo è che se tutte quelle persone stanno lì a sfidare il caldo per un cono gelato, quel gelato deve essere davvero delizioso.

Si chiama “riprova sociale”, è un fenomeno vecchio come il mondo, e tu puoi sfruttarlo inserendo nel “chi siamo” del tuo sito web prove e testimonianze della qualità dei tuoi prodotti.

Per esempio, puoi creare una sezione con:

Mi sembra superfluo aggiungere che queste recensioni devono essere vere, altrimenti rischi una figuraccia.

Chi siamo: gli errori da evitare.

Superlativi come se piovesse, termini tecnici indecifrabili, fino a frasi fatte che hanno perso ogni significato: ecco il classico repertorio di un “chi siamo” noioso e poco credibile. E succede molto più spesso di quanto tu possa credere. Non ci credi? Dai un’occhiata qui, poi apri il “chi siamo” di dieci siti a caso, e vedrai che troverai almeno un paio di questi cattivi esempi.

Frasi fatte

“L’azienda nasce nel [anno] per volontà dei soci […]…”

Bè, voglio sperare che i soci volessero davvero fondare l’azienda. Insomma non è una cosa che fai per caso “guarda, ieri sono inciampato sul tappeto del soggiorno, e cadendo ho fondato un’azienda…”.

“Siamo leader del mercato dal…” “Siamo leader di settore” “Siamo i migliori”…

Bravi, ma allora mi dovete spiegare come mai nel vostro settore ci sono decine di aziende che scrivono esattamente la stessa cosa. E soprattutto: se davvero un’azienda è leader di settore, non deve scriverlo nel “chi siamo” perché tutti lo sanno già.

Offriamo un servizio a 360 gradi…

Questa frase l’ho letta così tante volte che ormai è completamente priva di significato. Sembra che tutti quanti offrano un servizio a 360 gradi. Questa frase non dovrebbe scriverla più nessuno, nemmeno chi produce goniometri.

Impegnati nell’eccellenza… Passione per il cliente...Innovazione nel nostro DNA

E altre formule autocelebrative. Sono tutti termini estremamente vaghi, già sentiti, e spesso non supportate da fatti concreti. Davvero siete “impegnati nell’eccellenza”? Allora citate premi o riconoscimenti. Davvero avete “passione per il cliente?” Allora mostrate le testimonianze dei vostri clienti felici. Davvero fate dell’innovazione un vostro punto di forza? Dimostratelo!

Espressioni troppo generiche

Offriamo una vasta gamma di prodotti…

Altra frase nella top 5 dei cliché a cui si ricorre nel “chi siamo”. Non è importante che la vostra gamma di prodotti sia “vasta”, l’importante è che tra quei prodotti ci siano quelli che servono ai vostri potenziali clienti. Quindi è decisamente meglio parlare direttamente dei prodotti, partendo dai loro punti di forza e dai benefici che ne possiamo trarre.

Soluzioni su misura per ogni cliente…

Questo significa che non importa chi busserà alla tua porta, tu avrai sicuramente una soluzione, il che è decisamente poco realistico. Anche questa è una frase che viene ripetuta così tante volte che ormai è totalmente priva di significato. Per dire: anche io offro soluzioni su misura (siti web), ma se un giorno bussasse alla mia porta un’azienda che mi chiede di costruire un social network per fare concorrenza a Instagram sicuramente non potrei aiutarli.

Un team di professionisti esperti…

Altra frase super generica che sarebbe meglio evitare… Se parliamo di un’azienda, diamo per scontato che abbia un team di professionisti, non trovi? E se sono davvero “esperti”, allora forse la cosa migliore è dedicargli spazio nel “chi siamo” per raccontare quanto sono bravi, raccontando la loro storia e fornendo esempi concreti.

Superlativi e iperboli

“Rivoluzionario, straordinario, il più innovativo…”

Ecco, magari andiamoci piano con i superlativi assoluti. Rivoluzionario è stata l’invenzione dei caratteri mobili, il motore a scoppio, la lampadina, il primo microchip, il primo iPhone, le AI come ChatGPT. Scegli accuratamente gli aggettivi che stai usando per descrivere la tua azienda e i tuoi servizi.

Esagerare coi termini tecnici

“La nostra azienda è pioniera nell’integrazione di soluzioni cloud-based, utilizzando avanzate tecnologie AI per il machine learning e big data analytics, al fine di ottimizzare i processi di business intelligence e aumentare la scalabilità infrastrutturale attraverso sistemi di computational learning automatico.”

Ok, è chiaro che non vendete cornetti alla crema, ma se fate un piccolo sforzo per spiegarmi meglio che diavolo state facendo ve ne sarei molto grato. Perché invece non scrivere qualcosa tipo:

Semplifichiamo la gestione dei tuoi dati per permetterti di accedere facilmente alle informazioni di cui hai bisogno, quando ne hai bisogno. Attraverso soluzioni cloud personalizzate e strumenti di analisi dati, aiutiamo la tua attività a crescere in modo più efficiente, prendendo decisioni basate sui dati.”

Non è un capolavoro, ma almeno spiega ai tuoi potenziali clienti cosa puoi fare per aiutarli.


Insomma, la pagina “Chi siamo” del tuo sito web non può essere solo un deposito di frasi fatte e autocelebrative. Deve essere una narrazione coinvolgente che non solo presenta la tua azienda, ma la rende memorabile e autentica agli occhi dei tuoi visitatori.

Ogni parola conta nel differenziarti dalla concorrenza, e investire tempo e risorse nella creazione di una pagina “Chi siamo” efficace e onesta può trasformarsi in un potente strumento di marketing, creando una connessione tra la tua azienda e i tuoi potenziali clienti.

Davide Ghione
Davide Ghione
Web designer freelance
Natale 1985, il mio primo computer: scopro che i tasti fanno un bel rumore, e che se premo quelli giusti succedono cose incredibili. Da allora non ho mai smesso di esplorare e sperimentare. Oggi mi occupo di web design e comunicazione online.
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